Possiamo sognare un’Italia diversa, dobbiamo farlo. Lo ha detto Roberto Saviano mercoledì sera ai tremila fiorentini che avevano assediato la libreria Feltrinelli per assistere alla presentazione del nuovo libro dello scrittore “Vieni via con me”. L’autore, abituato ad una quotidianità di sostanziale isolamento, è sorpreso di come la sua vita sia cambiata rispetto a cinque anni fa, quando giunse in punta dei piedi alla stessa Feltrinelli, da perfetto sconosciuto, per presentare Gomorra. Ora le persone sono tante, vuol dire che qualcosa è cambiato, che le parole dello scrittore hanno mosso l’opinione pubblica.. Pochi fortunati dentro la libreria a pochi metri dall’autore, molti inchiodati davanti al maxischermo in mezzo alla strada. Avrebbe potuto presentare il libro in un luogo più grande, avranno sicuramente pensato le persone accorse in massa e rimaste fuori dalla Feltrinelli. La libreria è invece, secondo Saviano, un luogo in cui gli scrittori si sentono a casa, è il luogo dello scambio culturale, delle idee. E sono proprio le idee a far paura ai poteri forti, alle mafie. Non spaventa l’azione di un intellettuale, di un artista. Sono le persone che si informano, i lettori, a far paura. Con i lettori la parola diventa azione. Ed è la parola a permettere a chi la conosce di comprendere i meccanismi della macchina del fango, della delegittimazione, per poi consapevolmente distaccarsene. Nessuno deve avere mai la tentazione di pensare che politici, scrittori, artisti ,sono tutti uguali, tutti la stessa schifezza. E’ quello che gli uomini del potere vogliono farci credere, ma non è affatto così. Far cadere le persone nello sconforto di non poter cambiare le cose è l’arma che i potenti usano per far distaccare le masse dalle faccende di attualità, per indebolire la loro capacità critica e rendere l’autorità più stabile e inviolabile. Una democrazia si basa sullo scambio di opinioni, sul diritto di critica, non sono sulla delegittimazione. C’è chi ci vuol far credere siano la stessa cosa. Lo scrittore cita personaggi come Falcone, la giornalista russa, Politowskaia che hanno avuto il coraggio di portare temi scomodi a conoscenza dell’opinione pubblica che, cominciando ad indignarsi, ha fatto tremare le gambe al potere. Non si sono dati per vinti anche quando tutto e tutti sembravano contro di loro, ci hanno rimesso la vita
Alla vigilia dei festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dall’unità d’Italia lo scrittore ha poi ricordato che mettere in luce le contraddizioni di un paese civile e democratico è un modo per amarlo, non vuol dire essere anti-italiani. Ogni singolo cittadino deve, a livello individuare, lottare contro la macchina del fango e provare a rendere questo paese migliore. Un’Italia migliore non può rimanere solo un sogno.
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