Sono 917 cattedre in meno per il prossimo anno scolastico in Toscana, a causa di tagli previsti dal decreto legge 112/2008, la manovra collegata alla finanziaria di quell’anno.
Per quanto riguarda la ripartizione dei tagli nelle singole realtà, è tutto ancora in fase di elaborazione, a breve verranno riuniti gli uffici scolatici,i sindacati e gli enti locali per cercare di garantire l’istruzione e il diritto allo studio.
Intanto l’Uncem lancia l’allarme per le materne. Secondo l’Unione dei comuni montani molte località di montagna in Toscana potrebbero non raggiungere il numero minimo di bambini per il mantenimento di scuole dell’infanzia. Da un monitoraggio sul territorio, sono circa 40 le sezioni a rischio perchè non raggiungeranno il numero minimo richiesto di 18 bambini. Di qui l’allarme dei comuni montani per garantire ai bambini il percorso formativo e la continuità didattica, almeno per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria.
Il diritto allo studio è difeso dagli articoli 33-34 della Costituzione Italiana, anche se questo esecutivo se ne frega e inoltre si scorda che “La scuola è un organo costituzionale perché forma il cittadino di domani, è la precondizione dell’esercizio della democrazia”. Calamandrei










